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Un abuso prolungato di droghe può avere molti effetti a lungo termine, tra cui la perdita di memoria e la riduzione delle funzioni cognitive, che possono persistere per anni. Ora, i neurobiologi dell'Università della California San Diego hanno identificato un meccanismo reversibile e condiviso nel cervello attraverso il quale droghe di diverse classi generano danni cognitivi. Hanno studiato come la metanfetamina e la fenciclidina (PCP o "polvere d'angelo"), che agiscono attivando bersagli diversi nel cervello, inducano una riduzione simile delle capacità cognitive.
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