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Una nuova ricerca dimostra che il rischio di demenza è meglio previsto combinando la vulnerabilità genetica con i marcatori delle malattie cardiovascolari, rivelando un modo più preciso e perseguibile per identificare chi ha maggiori probabilità di sviluppare la patologia. Mentre geni come l'APOE4 e l'anamnesi familiare contribuiscono pesantemente, altrettanto potenti sono i fattori modificabili come l'ipertensione, l'obesità e il diabete.
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